![]()
vita c cooperativa sociale
centro specializzato in ippoterapia e pet therapy ![]() |
|||||
|
IPPOTERAPIA
IN QUESTA PAGINA
L’ippoterapia, o meglio la terapia per
mezzo del cavallo, è definita come
“un complesso di
tecniche rieducative utilizzate per l’ottimizzazione dei danni motori,
sensoriali, cognitivi e comportamentali attuate attraverso la pratica di
un’attività ludico-sportiva che ha come mezzo il cavallo”
(Frascarelli, 1989).
I principi sui quali si basa non sono
altro che concetti di spazio, tempo e movimento e quindi, come la
psicomotricità, la terapia per mezzo del cavallo ha, come scopo, il
raggiungimento da parte del bambino dei concetti di coscienza,
conoscenza, controllo ed uso equilibrato di Sé nello spazio e nel tempo
e tutto questo grazie alla grandissima quantità di stimoli
neurosensoriali che dal cavallo provengono sia con le sue varie andature
e sia le innumerevoli afferenze visuo-spaziali, tattili e cinestesiche
che coinvolgono il bambino nella sua totalità aiutando, oltre la
crescita dell’organismo, anche l’attività psichica incidendo favorevolmente sulla
maturazione psicomotoria dell’individuo.
Sia la psicomotricità che la
riabilitazione equestre mettono in atto una serie d’interventi per
offrire, ad un portatore di handicap, la possibilità per un migliore
utilizzo di quella che è la sua parte sana e per il superamento, in una
misura variabile in base alla situazione clinica del soggetto, del
deficit da cui è affetto; inoltre mira a coinvolgere il bambino al punto
da renderlo cosciente delle sue capacità e, progressivamente, facendogli
scoprire che il proprio deficit non va rimosso ma accettato ed integrato
al fine di migliorare il proprio assetto e, soprattutto, per avere un
maggiore controllo del cavallo.
Non è mai stata individuata un’età
minima per incominciare a praticare l’attività equestre tuttavia
numerosi studiosi sono concordi nel ritenere che, come molti altri
interventi riabilitativi, anche l’ippoterapia deve essere iniziata
precocemente, anche prima dei 4-6 anni.
Come
la pet therapy rimane in ogni caso un metodo terapeutico che non ha la
pretesa di sostituirsi ad altre forme di trattamento ma semplicemente le
affianca e le integra.
Scopo
Il cavallo,
rispetto a tutti gli altri animali che possono essere coccolati ed
accuditi ha indubbiamente una marcia in più: oltre ad essere un simbolo
forte molto radicato nell’immaginario collettivo (è uno splendido
animale che unisce delle proporzioni armoniche all’eleganza, rappresenta
la libertà, la bellezza, l’armonia, l’energia e l’evasione) può essere
cavalcato e questo oltre ad avere importanti effetti a livello
psicologico (come precedente descritto per la pet therapy
) ha effetti
anche a livello fisico (i riferimenti del corpo nello spazio cambiano e
il cavaliere deve sviluppare l’equilibrio e la coordinazione necessaria
per gestire un animale di più di 500 Kg senza cadere).
A livello
fisico appunto, con l’equitazione, si hanno delle modificazioni a
livello posturale importanti: ![]() ¨ Reazioni di equilibrio: riuscire a stare su un animale anche, solo al passo, vuol dire riuscire a controllare il tronco su di una specie di “piano oscillante” che si muove in tutti e tre i piani dello spazio, essendo poi, il maneggio uno spazio ristretto, inevitabilmente il cavallo non va solo in linea retta ma deve necessariamente fare delle curve. La forza centrifuga che si trasmette a chi sta in sella, deve essere contrastata attivamente attraverso reazioni di equilibrio per evitare le cadute;
¨ Rilassamento
muscolare: le oscillazioni regolari che il cavallo trasmette col suo
passo riescono a rilassare anche le persone più ansiose e tese. Questo
rilassamento funziona anche nelle paralisi cerebrali in cui la
spasticità impedisce totalmente o parzialmente la possibilità di
movimento; dal rilassamento così ottenuto è possibile liberare gli arti
ed il capo per esplorare ed interagire meglio, forse per la prima volta,
con il mondo circostante;
¨ Raddrizzamento
dell’asse capo-tronco;
¨ Importanti
modificazioni a livello del bacino (l’extrarotazione e l’abduzione delle
anche centra la testa del femore nell’acetabolo allungando i muscoli
adduttori) ed inoltre è stato osservato come le oscillazioni che il
bacino umano compie sul dorso del cavallo al passo sono identiche a
quelle che lo stesso compie durante la normale deambulazione: tutti quei
soggetti che, per motivi fisici gravi, non hanno mai potuto sperimentare
la stazione eretta e del cammino, per la prima volta possono provare
questa sensazione oltretutto da una posizione elevata qual è la schiena
di un animale così grande.
Nel settore della psicomotricità,
inoltre, si è dimostrato capace di influenzare positivamente
l’evoluzione dello schema corporeo, l’organizzazione spazio-temporale e
la strutturazione del linguaggio.
Su quest’ultimo aspetto vale la pena
soffermarsi un attimo perché molto spesso, nella patologia infantile, si
assiste ad una non strutturazione, ritardo o regressione delle capacità
comunicative. Il cavallo risulta essere un mezzo molto utile a tal fine
perché è un animale sensibile e ricettivo col quale il disabile entra
immediatamente in relazione tramite il proprio corpo; è, infatti, questa
una terapia a mediazione corporea in cui il disabile comunica con
l’animale tramite un dialogo tonico, un tipo di comunicazione non
verbale importante soprattutto per gli psicotici con i quali sono molto
difficoltosi i rapporti attraverso le parole.
Lo
scopo, sia nella terapia psicomotoria che nell’ippoterapia, è quello di
rieducare per prima la comunicazione gestuale da cui scaturirà quella
verbale; in tal senso, tutte le attività che l’individuo compie con il
cavallo dal guidarlo, al fermarlo, al toccargli le orecchie il collo o
la groppa, possono essere viste come attività precorritrici della
comunicazione gestuale poiché c’è una necessità di trasmettere le
proprie intenzioni all’animale e fargliele comprendere.
Il disabile impara presto che, per
stabilire un dialogo chiaro e preciso con il cavallo, la gestualità
stessa deve essere appropriata; non c’è spazio per l’incoerenza gestuale
(derivante da una coordinazione deficitaria o disordinata) che il
cavallo potrebbe non comprendere.
Il
cavallo non usa un linguaggio contraddittorio e, per questo, infonde
ancor più sicurezza in chi lo cavalca; il bambino, entrando subito in
comunicazione con lui per empatia, impara a capirlo, ad amarlo e a
seguirlo e questa situazione suscita serenità e distensione specialmente
nei bambini psichicamente malati.
Il campo
d’applicazione della terapia per mezzo del cavallo è molto vasto e va
dalle
disabilità dovute a lesioni neuromotorie (sia nelle sindromi
da lesioni cerebrali come Paralisi Cerebrali Infantili, traumi
encefalici ecc. che nelle sindromi da deficit neuromotorio per lesioni
del midollo spinale spina bifida, paralisi ostetriche) ai
disturbi dell’età evolutiva (sindromi cosiddette
“di
ritardo maturativo dello sviluppo psicomotorio”, patologie
ortopediche come scoliosi cifosi od altro) e
disturbi comportamentali (disturbi di
personalità, psicosi infantili, stati
borderline, autismo, ritardo
mentale, sindrome di Down, ecc.).
Strumenti ed ambiente
terapeutico
Il cavallo è chiaramente l’elemento
fondamentale utilizzato in ippoterapia ma bisogna considerare che esso è
una presenza viva ed attiva e non può essere considerato solo uno
strumento riabilitativo inerte; ha una vita propria, una sua
personalità, è sensibile e, per questo, ha reazioni molto istintive.
Questa componente emozionale è così
importante da rivestire un ruolo predominante in questo tipo di terapia
tanto che, il suo utilizzo, arricchisce la relazione tra il terapista ed
il disabile dando una marcia in più all’intervento riabilitativo
rendendolo particolare ed interessante.
Elemento fondamentale dell’ippoterapia
è la
motivazione con cui il disabile si avvicina ed
interagisce con il cavallo; i bambini, generalmente, amano tutti gli
animali ma ciò che fa del cavallo un mezzo particolare è il fatto di
poter essere montato.
Simbolicamente quest’animale
rappresenta la natura e, il fatto di riuscirlo a cavalcare, vuol dire
anche esercitare un certo controllo su di essa per questo, il disabile,
deve necessariamente sviluppare delle capacità come l’attenzione, la
prudenza ed il ragionamento rapido per controllare un animale così
istintivo; in questo modo non fa altro che
accrescere la propria autostima e
sicurezza gettando le basi per il
raggiungimento dell’autonomia.
Attraverso un corretto uso del cavallo, il terapista, può far inoltre
eseguire degli esercizi che risulteranno essere decisamente meno
stereotipati e monotoni degli interventi riabilitativi tradizionali ed
avranno per di più il pregio di essere attuati in un ambiente reale
conducendo il disabile a provare esperienze capaci di dare un senso alle
proprie capacità.
L’utilizzo di ambienti reali piuttosto che quelli tipicamente utilizzati
(come palestre piene di lettini, parallele e pedane) fornisce una
motivazione ancora più forte dei classici ambienti stereotipati che i
disabili, specialmente i cronici, sono abituati a frequentare per lunghi
periodi.
Che
un ambiente “arricchito”, cioè un luogo capace di fornire stimoli
numerosi e differenziati, costituisca un significativo mezzo di recupero
è un fatto ormai noto in riabilitazione.
In
quest’ottica, la strategia riabilitativa, deve essere sempre meno un
esercizio terapeutico fatto in un ambiente clinico e sempre più calarsi
in un contesto reale e, per questo, il compito del fisioterapista, non è
più quello di ricercare un ripristino morfo-strutturale ma, piuttosto,
di guidare il disabile verso la massima indipendenza e autonomia
consentita dalla patologia.
L’ambiente del maneggio risponde bene a queste caratteristiche fornendo
un’importante spinta motivazionale coinvolgendo attivamente il paziente
nel processo rieducativo.
|
NEWS
Cercasi personale per lavoro sia con cani che con cavalli Per tutti gli interessati inviare il curriculm a info@ippoterapia.net
EMERGENZA TERREMOTO
![]() Costruiamo il primo centro di ippoterapia e Pet Therapy sull'epicentro! Per aiutarci anche economicamente contattateci a info@ippoterapia.net
5 x MILLE
Anche quest'anno è possibile destinare il 5 X mille della dichiarazione dei redditi alle attività non aventi scopo di lucro. A te non costa nulla ed è sufficiente specificare sulla propria dichiarazione il nostro codice fiscale 01688770666 ![]() |
||||
DATA ULTIMO AGGIORNAMENTO 07 Marzo 2010 |
tel. 348 5763331 Sede Legale:Via Roma,12 67020 Caporciano AQ Sede Operativa: Via San Giustino Paganica AQ |
||||